“Se in un bosco troviamo un tumulo, lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo seri e qualcosa dice dentro di noi: qui è sepolto qualcuno. Questa è architettura.”
Adolf Loos
Tomba di Adolf Loos, 1870 – 1933
Non poteva non incominciare con una citazione di Loos questo articolo dedicato alle tombe dei maestri dell’architettura moderna e contemporanea. “Questa è architettura”, l’architettura più pura si esprime soltanto nel seplocro, l’ultimo monumento, farcito di valori più spirituali che materiali, il cui compito è proprio quello di materializzare l’immateriale, per provare a renderlo eterno.
E’ quindi intrigante scoprire come gli architetti si rapportano alla loro ultima dimora, ed è impressionante come – talvolta – tutto il loro messaggio di una vita sia condensato in questa unica, ultima, architettura.
Adolf Loos, 1870 – 1933
Minimale e monolitica, senza troppe parole (giusto il nome del sepolto) ma con la monumentalità e delle cose semplici, incisive. La tomba di Loos non poteva essere diversa.

Tomba di Adolf Loos, 1870 – 1933
Le Corbusier, 1887 – 1965
Come tutta la vita dell’architetto, anche la sua tomba oscilla tra la natura, il colore e l’ordine squadrato del cemento a vista
Le Corbusier, 1887 – 1965
Le Corbusier, 1887 – 1965
Frank Lloyd Wright, 1869 – 1959
“L’amore verso un idea è l’amore verso Dio” recita l’epitaffio. Tondi e quadrati in vetro colorato, il tutto montato su una griglia, la pluralità degli elementi unita in un unico disegno.
Frank Lloyd Wright 1869 – 1959
Frank Lloyd Wright 1869 – 1959
Louis Henri Sullivan, 1856 – 1924
Personaggio a cerniera tra moderni e premoderni, anche Sullivan -maestro di Wright – indaga la natura per ricondurla ad un ordine geometrico. Particolarissimi sono i fianchi della pietra tombale, che richiamano i volumi puri dei suoi edifici.
Louis Henri Sullivan, 1856 – 1924
Louis Henri Sullivan, 1856 – 1924
Mies van der Rohe, 1886 – 1969
Completamente immersa nella natura, la tomba di Mies è una lapide sdraiata di fianco ad un corso d’acqua. Sembra quasi la sua casa più famosa, la Farnsworth House
Mies van der Rohe, 1886 – 1969
Mies van der Rohe, 1886 – 1969
Alvar Aalto, 1898 – 1976
Il tentavio di recuperare il rapporto con la natura – e con la classicità – è chiaro anche nell’elegante stele di Aalto, l’architetto con la A maiuscola.
Alvar Aalto, 1898 – 1976
Alvar Aalto, 1898 – 1976
Carlo Scarpa, 1906 – 1978
La lapide sembra quasi un microchip, i cui circuiti si propagano dal nodo centrale scavato nel terreno. Scarpa non finisce mai di stupire.
Carlo Scarpa, 1906 – 1978
Carlo Scarpa, 1906 – 1978
Si ringraziano vivamente gli utenti Flickr le cui immagini hanno reso possibile questo post. Per vedere le loro foto originali, cliccate sulle rispettive immagini.